Al Maxxi ‘Ballata Sensuale’, la rinascita sessuale dopo il cancro



L’incubo della malattia, il superamento del trauma, la sensualità, e la bellezza, la presa di consapevolezza e la rinascita sessuale sono ripercorsi nei quattro momenti della ‘Ballata Sensuale’, la video-mostra, con la collaborazione artistica di Beppe Vessicchio e Maria Letizia Compatangelo, per superare un tabù che riguarda il 6% delle donne italiane: il sesso dopo il cancro. Realizzato da SexandtheCancer in collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia per sdoganare il tema delle problematiche sessuali legate alle terapie oncologiche, ‘Ballata Sensuale’ è stato presentato nel corso del 2° convegno scientifico Sexandthecancer – Quello che le donne non dicono!, presso il Museo Maxxi di Roma.

Il video proiettato in occasione del convegno è la trasposizione di un progetto espositivo che sarà realizzato nel corso del 2022, fruibile anche dalle persone disabili sensoriali, grazie alle audiodescrizioni e sottotitoli e codici QR per le fotografie. “Avendo una madre morta di cancro al seno -dice all’Adnkronos Beppe Vessicchio, spiegando perché abbia deciso di aderire a questa iniziativa- mi ritrovo una persona che è attiva in questo tipo di iniziativa. L’arte può essere un veicolo per riappropriarsi in parte di quello che viene sottratto a coloro che passano per quella strada”. Le scelte dei brani del video, spiega il popolarissimo direttore d’orchestra, “sono avvenute in maniera sinestesica, cioè abbiamo cercato nel linguaggio musicale gli elementi che in qualche modo si accostavano alle vare realtà che venivano rappresentate nei quadri e ai vari passaggi”.

Per abbattere un tabù è necessario innescare profondi cambiamenti culturali, formativi e sociali – ha dichiarato Amalia Vetromile, responsabile progetto SexandtheCancer, che ha curato la sceneggiatura e la regia del video -. Siamo convinti che il linguaggio dell’arte, supportato da una adeguata divulgazione scientifica, possa essere una via per superare il tabù della sessualità nel percorso delle cure oncologiche”.

Un percorso in cui la fotografia dialoga liberamente con linguaggi diversi dell’arte, della poesia e della musica – commenta Rita Scartoni, responsabile progetti della Fondazione Alinari per la Fotografia -. Immagini, frammenti di realtà e d’invenzione, talvolta estrapolati dal loro contesto originario, che come in un collage vengono a comporre per assonanze le quattro stanze o capitoli di una ballata: ’Assalto–La bestia, Dentro al trauma-L’Incubo, La diversa bellezza–La bellezza del corpo offeso La sensualità gioiosa-La rivincita di Venere”.

Il progetto fa riferimento al viaggio iniziatico di morte e rinascita presente nel mito della Kore-Ninfa e della Kore-Infera, Persefone, come metafora della dualità alla base della condizione umana di cui si fa esperienza potente con la malattia. Dalla situazione limite di frammentazione e disorientamento evocata nella prima stanza in cui la gioia di vivere e la libertà, la Kore-Ninfa, viene attaccata, alla tappa più dura del percorso di spoliazione e cambio di pelle della seconda stanza, alla ricostruzione di una nuova identità e…



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