Vaccino Covid, Fontana: “Lombardia pronta per la terza dose dal 20 settembre”.


“Dal 20 o 21 settembre saremo pronti ad iniziare questa terza fase, rispettando le indicazioni che ci vengono da Roma di somministrare prima i fragili e ai pluripatologici. Se poi sarà necessario estenderlo a tutta la popolazione, siamo pronti”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla trasmissione ‘Morning News’ su Canale 5. Fontana ha spiegato che già a giugno Lombardia ha provveduto a inviare al governo il proprio progetto per l’inoculazione della terza dose.

 

“Si inizierà – si legge in una nota della direzione Welfare di Regione Lombardia – dai pazienti trapiantati di organo solido e di cellule staminali ematopoietiche e si proseguirà con le altre categorie di pazienti immunocompromessi, come i pazienti in chemioterapia. In attesa della puntuale definizione della popolazione target da parte del Ministero della Salute, l’Unità di Crisi di Regione Lombardia ha già definito le attività e le priorità per l’elaborazione del piano operativo per la somministrazione di dosi addizionali e dosi ‘booster'”. “Il piano sarà condiviso con le Ats, le Asst e le rappresentanze dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, delle farmacie”, conclude la nota.

 

L’estensione della copertura vaccinale per il governatore è fondamentale: “Da quello che mi dicono gli esperti, se dovessimo raggiungere una parte ancor maggiore di quella popolazione che fino ad oggi non si è vaccinata, è molto probabile che non si debba arrivare a un nuovo lockdown”, ha detto, specificando però che “non è mio compito fare queste previsioni”. “Con il vaccino – ha continuato il governatore -, anche nella peggiore delle ipotesi, si crea un’infezione che non comporta nessuna conseguenza grave: chi si ammala si prende un raffreddore con un po’ di mal di gola. Si crea quindi una situazione che non porta ad occupare gli ospedali né uno stop alla gestione della sanità, che è il vero problema”.

Ma sull’obbligatorietà del Green Pass Fontana frena: “In Lombardia non è una misura così fondamentale, anche perché entro pochi giorni raggiungeremo l’87 per cento della copertura vaccinale. Il Green Pass in alcune situazioni, e con un certo buon senso, può essere applicato. Non è un mezzo di coercizione, ma è un mezzo di libertà”.

 



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