Il Politecnico apre l’anno: cerimonia in presenza con lo storico Curtis per la laurea


Al Bibiena conferenza inaugurale del corso di Architettura. Lezione dedicata a Leon Battista Alberti e incentrata sulla luce

MANTOVA. Apertura dell’anno accademico con il ritorno alle cerimonie in presenza e cola lezione inaugurale dello storico di architettura William J. R. Curtis dal titolo “In the light of Architecture” per gli studenti del corso di laurea Magistrale in Architectural Design and History del polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano. L’appuntamento è per martedì 28 alle 11 al Teatro Bibiena con ingresso riservato agli studenti (il pubblico interessato potrà seguire la lezione da remoto collegandosi al sito dellìuniversità).

Come spiegano da via Scarsellini il professor Curtis è uno storico, critico, pittore e fotografo che «ha insegnato in numerose università di tutto il mondo tra cui l’Università di Harvard e l’Università di Cambridge. Ha pubblicato numerosi libri tra cui “Modern architecture since 1900”, e “Le Corbusier: Ideas and forms”, entrambi considerati dei classici». Nel 2015 ha avuto luogo una mostra retrospettiva delle sue opere artistiche nel Palazzo di Carlos V dell’Alhambra a Granada con il titolo “Abstraccion y luz/ Abstraction and light: drawings, paintings and photographs by William J. R. Curtis”. L’evento è stato accompagnato da un libro con lo stesso titolo pubblicato dal Patronato de la Alhambra y Generalife.

La lezione di del professor Curtis «si concentra – sono le parole di William J.R. Curtis – sulla luce come materiale universale dell’architettura, esplorando i modi in cui la luce può essere usata per attivare lo spazio, toccare la mente e le emozioni e incarnare atmosfere e significati. Soprattutto è un invito a vedere l’architettura, sperimentarla con tutti i sensi, esplorarla nel tempo, disegnarla e analizzarla, per poi penetrare nelle intenzioni e nelle idee sottostanti. Ci sono molti modi per imparare l’architettura, ma uno di questi è attraverso l’osservazione intensa degli edifici esistenti, non importa quale sia il loro periodo o la loro posizione. Col tempo si può imparare ad astrarre, trasformare e inventare. La luce stessa è invisibile: la conosciamo principalmente attraverso i suoi effetti secondari su oggetti e spazi in natura e nell’arte. L’architettura ha bisogno della luce per essere visibile, ma allo stesso modo la luce ha bisogno dell’architettura per acquisire un significato e una forma. La luce è quindi uno degli elementi essenziali dell’architettura».

La conferenza è dedicata alla memoria di Leon Battista Alberti, (1404-1473) umanista, artista e architetto, autore tra l’altro delle chiese di Sant’Andrea e di San Sebastiano a Mantova. «Le teorie e le creazioni di Alberti hanno avuto un interesse speciale per William Curtis nel corso degli anni, ed egli stesso era profondamente interessato al fenomeno della luce».



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