L’assassino di Chiara Ugolini si è impiccato in carcere


Emanuele Impellizzeri aveva rapinato una banca a Medole nel 2006 ed era stato arrestato dai carabinieri di Castiglione delle Stiviere

VERONA. Si è impiccato in carcere a Verona, nelle prime ore di lunedì 27 settembre, Emanuele Impellizzeri, 38 anni, arrestato con l’accusa di avere ucciso il 5 settembre scorso Chiara Ugolini, 27 anni, nell’appartamento che la ragazza condivideva con il compagno a  Calmasino di Bardolino (Verona). Lo riferisce il segretario nazionale della Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio.

La scoperta del suicidio risale alle 5.30. Proprio lunedì mattina Impellizzeri sarebbe dovuto essere sottoposto a interrogatorio. La notizia del suicidio di Impellizzeri è stata confermata dall’avvocato d’ufficio dell’uomo, Mattia Guidato. Impellizzeri, di origini catanesi e vicino di casa di Chiara Ugolini, era stato arrestato il 6 settembre lungo l’autostrada del Sole nei pressi di Firenze, dopo essere fuggito da Calmasino in sella alla propria motocicletta.

Davanti ai magistrati si era sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Negli ultimi giorni era stato trasferito dal carcere fiorentino di Sollicciano a quello veronese di Montorio, dove è stato trovato impiccato in cella.

La ricostruzione di quel che avvenne nel pomeriggio di domenica 5 settembre si basa in parte su quanto l’indagato disse spontaneamente alla polizia autoaccusandosi – e le sue dichiarazioni sono quindi utilizzabili -, ovvero che si era trattato di un raptus, che aveva perso la testa perchè lei urlava, e in parte sugli accertamenti effettuati dai carabinieri. La moglie, come detto, era al lavoro, lui (in affidamento in prova dopo aver scontato un periodo in carcere per rapina), verso le 14 aveva fatto un giro in bicicletta a Calmasino ma poi era rientrato a casa dalla bimba. Poco dopo era uscito sulle scale e dalla finestra del pianerottolo era saltato sul balcone del piano superiore, quello dell’appartamento occupato da Chiara e dal fidanzato Daniel Bongiovanni, il giovane che avrebbe dovuto sposare.

L’uomo si trovava in regime di semi libertà da giugno, dopo che aveva scontato in carcere parte della pena di 3 anni e 8 mesi inflittagli per concorso per due rapine nel Mantovano e a Montichiari. Era lui infatti il bandito che il 22 maggio del 2006 aveva fatto irruzione con un complice nella filiale di Medole della Bcc di Castel Goffredo. Armati di taglierino e col volto in parte coperto da cappellino e fazzoletto si erano fatti consegnare dalla cassiera 15mila euro ed erano fuggiti.

Impellizzeri era stato individuato due mesi dopo dai carabinieri di Castiglione, grazie ad una soffiata, ed era stato arrestato al termine di un rocambolesco inseguimento.



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