Mantova, tasse choc per le badanti: «Nessuno ci ha informato»


Si dice allibita per le accuse la responsabile della cooperativa Santa Lucia, Monica Zabatta: «Spieghiamo tutto ed è tutto scritto in un documento consegnato, scritto nella lingua madre dell’operatrice»

MANTOVA. Dopo un anno di lavoro, facendo i conti con ogni euro guadagnato a curare anziani, in un paese ancora tutto da scoprire, a giugno la sorpresa: tasse da pagare di cui non sospettavano l’esistenza. Una montagna di tasse. Cud, modello unico, partita Iva, percentuali: un pianeta sconosciuto per le badanti straniere arrivate da poco in Italia. Problemi di integrazione e, soprattutto, di lingua.

E proprio la poca familiarità con la lingua italiana sarebbe stata usata, secondo loro, dagli impiegati della cooperativa per confondere le acque. La denuncia arriva da alcune badanti che puntano il dito verso la cooperativa Santa Lucia di Mantova, del gruppo Assistenza amica, a loro dire responsabile di non aver dato informazioni sufficienti all’inizio del rapporto di collaborazione. «Nessuno ci ha detto che, oltre al costo di 300 euro per la partita Iva, una cifra per noi accettabile, avremmo anche dovuto pagare altri 2.000 euro di tasse. Dei 1.450 euro che paga la famiglia, a noi ne danno mille, per sei giorni e sei notti la settimana, e due ore libere ogni giorno, e ora scopriamo che diventano ancora meno, circa 850, per questa sorpresa. Per loro le tasse erano scontate, ma per noi no» si sfoga una badante 60enne arrivata l’anno scorso dal Sudamerica. Aggiunge di essersi fatta accompagnare dalla figlia che parla l’italiano perfettamente, «ma neanche lei ha capito questa cosa: perché non l’hanno detta».

La badante ha interrotto subito il rapporto di lavoro, nonostante le preghiere della famiglia dell’anziano che assisteva affinché restasse con loro. «Mi volevano assumere direttamente, ma non si può, perché la Santa Lucia in questi casi chiede alla famiglia 200 euro al mese per tre anni. Così è impossibile lavorare». Una delle badanti proprio due giorni fa ha anche contattato gli uffici comunali per chiedere supporto.

È allibita per le accuse la responsabile della Santa Lucia, Monica Zabatta, che esclude categoricamente “l’omertà sulle tasse”. «Al momento del contratto spieghiamo tutto e, cosa fondamentale, consegniamo un documento tradotto nella lingua madre della badante, in cui ci sono tutti i dettagli, con il quadro completo delle tasse e i chiarimenti sulla partita Iva, che, tra l’altro, è a regime agevolato, quindi non è vero che pagano 300 euro. Le tasse e i contributi sono circa il 28% in totale. Tutto questo è scritto chiaramente».

Diverso il discorso sui soldi richiesti alle famiglie che intendono assumere in proprio la badante in precedenza assegnata dalla Santa Lucia. «Quando si rivolgono a noi viene scritto nel contratto “un patto di non concorrenza” che se viene violato implica una penale. Ma da quando lavoriamo in questo settore, dal 2011, e a Mantova dal 2016, questa circostanza non si è mai…



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